Storicizzare i fenomeni: tra ricerca storica e divulgazione.

Negli ultimi anni i maggiori quotidiani nazionali hanno seguito le cronache di mafia in maniera sempre più assidua e puntuale, non lesinando mai una certa attenzione perversa soprattutto a questo o a quel fatto di sangue, al tal omicidio, alla tal strage.

Del resto, se di mafia e camorra siamo abituati a sentir discutere fin dall’Ottocento, nell’ultimo periodo l’attenzione dei media si è rivolta in particolar modo verso la ‘ndrangheta, specie dopo la strage di Duisburg, che ha portato sotto la luce dei riflettori l’organizzazione criminale storicamente più trascurata dalle istituzioni e proprio perciò favorita nel suo percorso di silenziosa espansione nazionale e globale.

L’attenzione dei media è da considerarsi ovviamente un elemento fondamentale e irrinunciabile della lotta alla criminalità mafiosa, tuttavia è anche vero che nel modo con il quale i mezzi di informazione trattano la materia si nasconde spesso un messaggio troppo appiattito sul presente.

Paradossalmente, una copertura mediatica intensa e chiassosa finisce per relegare il tema in una dimensione metastorica, riproponendo scenari sempre uguali a sé stessi, come se questi fenomeni esistessero da tempo immemorabile e fossero destinati perciò stesso ad accompagnarci in un altrettanto indeterminato futuro. È questo un luogo comune tanto radicato quanto fuorviante, frutto di una retorica sensazionalistica che veicola l’immagine di un paese senza tempo, immobile e gattopardesco.

Proprio dal proposito di rifuggire da simili stereotipi siamo partiti per ripercorrere la storia delle principali organizzazioni criminali italiane, nella convinzione che nella disamina delle associazioni criminali la storia abbia un vantaggio rispetto alle altre discipline umanistiche. Essendo l’universo mafioso multiforme e sfaccettato, per essere compreso necessita di un approccio multifocale che avvicini categorie d’analisi sociologiche, economiche, politologiche ecc. Una funzione di raccordo in questo senso può essere svolta proprio dalla storiografia che, oltre ad avere un’attrezzatura metodologica propria e consolidata, è per sua natura incline all’adozione di strumenti e paradigmi elaborati dalle scienze sociali più diverse.

Crediamo inoltre che la storia assolva al fondamentale ruolo di aiutare a capire, interpretando il passato, cosa accade nel presente. Solo a partire dallo studio di ciò che è accaduto è possibile pensare storicamente l’attualità, interpretando gli eventi alla luce degli sviluppi passati, inquadrando il contingente nella sua giusta cornice spazio-temporale, calando i fenomeni nel proprio contesto di riferimento. Un assunto che in questo quadro assume importanza cruciale, visto che le organizzazioni criminali risultano ben lungi dall’essere estinte.

Il lavoro di redazione della mostra dunque, ha preso corpo dallo studio delle pubblicazioni monografiche e specialistiche ritenute più attendibili dalla comunità scientifica. Sono stati privilegiati i contributi di carattere storiografico e sociologico, ma sono stati presi in considerazione anche alcuni resoconti giornalistici di particolare valore. Tutte le fonti utilizzate saranno ovviamente verificabili grazie alle bibliografie integrate nella mostra. In sintesi la stesura dei testi consiste in una rielaborazione ragionata e originale di una letteratura cospicua e diversificata.

Martino Iniziato, Lapsus

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#novecentocriminale

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Un progetto a cura di Associazione Lapsus dedicato allo studio dei fenomeni criminali nell'epoca della Globalizzazione

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